Fame d’amore, nuove storie per conoscere il disagio dei giovani e la sua cura

Ho trovato le prime puntate del 2023 della trasmissione Fame d’amore su Rai3, particolarmente efficaci nell’illustrare diversi aspetti dei disturbi del comportamento alimentare e dei disturbi della salute mentale nei giovanissimi. 

Chi non ha timore di commuoversi e desidera fare un viaggio nell’anima di questi ragazzi e ragazze che si espongono in tutta la loro fragilità,  ma anche anche nella loro consapevolezza, speranza e luce interiore, non può mancare queste puntate. Credo che insegnino molto agli educatori e ai genitori, che potranno comprendere come mai questi ragazzi e ragazze  si fanno male, perchè rinunciano a vivere, perchè si autodistruggono, perchè tentano il suicidio.  Ci si potrà avvicinare al senso che questo ha.  Credo proprio che per saper stare loro vicino ci occorra cogliere il senso e se non lo si comprende, almeno sapere che c’è.

Quest’anno ho l’impressione che nel programma ci sia meno timore di indagare più a fondo, come se le annate precedenti ci avessero preparato a poter sopportare una maggiore crudezza dei racconti. 

Particolarmente emozionante è sentire dalle ragazze come sia difficile voler guarire, come lo star male sia ricercato per compensare il dolore interiore. Le storie illustrano come nasce a cosa rispondono la tossicodipendenza, i tagli, l’anoressia, la bulimia. Novità sconfortante è sentire il ruolo delle famiglie e degli adulti, persino degli allenatori sportivi, nel provocare disturbi e malessere. “Quando uso l’eroina non mi sento più niente nessuno. È per quello che lo faccio”. “Vorrei essere piccola piccola occupare meno spazio possibile”. Queste ragazze vorrebbero scomparire. Una frase detta male in un momento per loro delicato le ha distrutte. Ma non si tratta solo di parole apparentemente innocenti, si parla anche di violenza e di abusi. Di quello che sta all’origine di quei comportamenti inadeguati che notiamo negli e nelle adolescenti, magari ribelli, oppure sfuggenti, o troppo perfette.

Credo che conoscere queste vicende ci aiuti a non giudicare, e questo ci consentirà di fare la differenza quando avremo a che fare con problemi come questi. Si dice infatti anche che, laddove i genitori non vedono, la scuola può più facilmente notare la sofferenza e salvare.

 Gli esperti spiegano la differenza fra disagio e disturbo, che la cura non è mai un percorso lineare e che non è esente da rischi, che la coercizione non funziona. Quello che è importante sono le relazioni, sono l’unica che cura.  Non si tratta di ragionare, di convincere, né di vietare di drogarsi o obbligare a mangiare: i ragazzi, le ragazze vanno responsabilizzati, anche se questo risulta rischioso. Vanno lasciati sbagliare, eventualmente, stando loro accanto, non lasciandoli soli, ma dando loro fiducia. La via d’uscita la devono trovare loro, loro devono scegliere di salvarsi, nessuno lo può fare al posto loro.

 

Serie TV Fame d’Amore, Rai3,  2023

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