Una storia esemplare: come la scuola può stare accanto ad una ragazza in ritiro sociale

Propongo questa storia perchè la ritengo un modello pienamente replicabile in ogni scuola. È quella di una ragazza in ritiro sociale da quando aveva 12 anni. La mamma mi ha gentilmente concesso di condividerla. Vi leggerete la gratitudine con cui rende merito al lavoro degli e delle insegnanti, che si sono spese senza risparmio per non lasciarla indietro. Hanno saputo muoversi verso di lei, modificandosi, adattandosi alle sue esigenze, comprendendo la sua difficoltà ma anche le sue potenzialità, consentendole di esprimerle pienamente. 

L’ho trovata una testimonianza preziosa, sia per gli altri genitori dei ragazzi e ragazze in ritiro sociale, sia per gli, le insegnanti che possono ricavare utili suggerimenti  operativi. Emerge chiaramente come mantenere un legame che può evolvere in coinvolgimento anche in questi casi, quando sembra esserci solo il rifiuto. All’inizio i genitori cercano aiuto e si informano e formano; poi la stretta collaborazione fra neuropsichiatra, psicologa, provveditorato, preside, insegnanti, genitori, mette in campo le indicazioni scientifiche più appropriate dei professionisti e quelle procedurali dell’istituzione. In calce all’articolo si trovano tutte le informazioni che sono in grado di fornire su questo.

Ho apprezzato il rispetto, l’interesse, l’attenzione, delle e degli insegnanti  per l’unicità della ragazza, la professionalità e la cura con cui hanno individuato i contenuti personalizzati e il modo di presentarli e la capacità di evitare proposte standard per costruirne una su misura, estremamente qualificata e qualificante. Hanno realizzato in pieno il senso dell’educare, hanno consentito di “trarre fuori” tutto il valore che quella ragazza possiede, consentendole di continuare il suo percorso scolastico al meglio.

 


Mia figlia si è ritirata totalmente appena compiuti 12 anni.

Un ritiro sempre più grave è profondo.

Ogni parola la feriva.

Non usciva mai

Si potevano tentare solo incontri a domicilio: per tre volte la neuropsichiatra pubblica, (prima altri 2 neuropsichiatri privati), per due anni una psicologa privata, tutti tentativi falliti, mai aperto la porta della sua camera.

Si relazionava solo con noi genitori (che a nostra volta facevamo incontri con una psicologa preparata in ritiro sociale e partecipavo sempre ai gruppi Ama [auto mutuo aiuto] genitori della nostra associazione [Hikikomori Italia]).

Ha perso un anno scolastico, la seconda media, i Professori erano in difficoltà a capire quello che stava succedendo.

L’anno seguente, con l’aiuto del Provveditorato le è stata messa a disposizione un’insegnante di sostegno che le potesse fare l’istruzione domiciliare per 8 ore settimanali

In seguito siamo stati invitati a rivolgerci in neuropsichiatria infantile per poter accedere alla 104, se poteva essere di aiuto nei prossimi anni.

Nel primo anno di istruzione domiciliare, dopo qualche tentativo iniziale, mia figlia non ha mai partecipato e condiviso nulla.

Nonostante questo, di comune accordo con la scuola e la psicologa che ci seguiva abbiamo continuato le lezioni domiciliari, sempre, regolarmente, fino alla fine dell anno scolastico: abbiamo preparato uno spazio privato in casa (un piccolo studio) dove si recava l’insegnante tutte le mattine alle ore 10, non insisteva mai (sui consigli drastici della nostra psicologa), entrava in casa, la salutava dalla porta della sua camera (sempre chiusa) e poi andava nel piccolo studio ad aspettarla, mentre le preparava alcuni appunti sulle materie.

Nel frattempo i Professori erano sempre più dispiaciuti e toccavano con mano questa situazione “assurda” e di grande sofferenza

Qualche Professore le mandava dei pensieri, ad esempio la Professoressa di italiano le ha mandato un libro “Vengo io da te” di Daniele Nicastro, che aveva acquistato per lei alla fiera del libro a Torino con la sua classe, la Professoressa di tecnologia le ha realizzato una portafoto e glielo ha portato di persona a domicilio etc.

È stata ammessa alla terza media.

All’inizio dell anno scolastico i Professori si sono promessi “questa volta non possiamo più sbagliare” e ci hanno mandato la più brava insegnante di sostegno, con un po’ di esperienza in ritiro sociale.

Il primo giorno l’insegnante è arrivata con una piccola piantina, da parte dei Professori, ha chiesto tutti i quaderni/lavori degli anni precedenti della nostra figlia, dicendo che la vuole conoscere attraverso questo materiale se non può conoscerla fisicamente.

Abbiamo lavorato fianco a fianco, giorno dopo giorno, tutti molto compatti, genitori, professori, psicologa.

Da subito la docente di sostegno ci ha proposto di abbandonare ogni programma didattico, e concentrarci dove è mia figlia adesso e cosa sta facendo in questo momento, per accedere piano piano a lei:

tutte le sere alle 18 guardavo insieme a mia figlia i giochi che stava facendo sul tablet, solamente guardavo e ogni tanto scambiavamo qualche parola e il mattino seguente raccontavo alla Prof quello che avevo recepito la sera prima. La Prof alla sua volta le preparava/realizzava/materiale su quello che le raccontavo, ad esempio mia figlia si era espressa durante il gioco che le piacevano le case abbandonate e la Prof le faceva ricerche di immagini, modellava cartoni, realizzava miniature, testi interessantissimi e le lasciava sulla scrivania del piccolo studio dedicato alle lezioni domiciliari; poi sui deserti, castelli antichi, e verso dicembre animali.

Verso novembre mia figlia ha iniziato a lasciarle qualche post it su quello che le sarebbe piaciuto sapere di più.

A dicembre la Prof le ha preparato il calendario dell’avvento e ogni giorno mia figlia era incuriosita per vedere la sorpresa.

Prima di Natale aveva accettato la proposta (tutto concordato con lei indirettamente) di realizzare e disegnare bandane per i cani e gatti abbandonati, portati dopo ai canili dalla Prof di inglese in quanto volontaria.

Con l’Anno Nuovo mia figlia ha iniziato fare qualche compito (sempre indirettamente) il primo di inglese, poi sempre di più.

Su sua richiesta abbiamo invitato a domicilio un’educatrice cinofila e ha iniziato ogni tanto ad incontrarla.

A Pasqua abbiamo organizzato la festa di compleanno per il nostro cane, in questa occasione abbiamo invitato gli amici cani con i loro padroni: educatrice cinofila con i suoi 4 cani e la Professoressa con il suo cane!

Finalmente, dopo mesi e mesi di tentativi, strategie, proposte, mia figlia ha incontrato la Professoressa!

Sono iniziate cosi le lezioni in presenza a domicilio.

Un giorno sono riuscite anche andare nel cortile della scuola per salutare i Professori, le avevano preparato un bellissimo mazzo di fiori in carta, è stato molto molto commuovente.

Ha sostenuto gli esami scritti a domicilio e l’esame orale online.

Ha preso il diploma di terza media.

Durante l’estate è venuta in vacanza due volte, una delle quali ha preso anche un aereo.

cccQuest’anno si è iscritta al liceo scienze umane, è tutto ancora molto difficile, è riuscita frequentare solo i primi due giorni.

Una storia però ancora tutta da scrivere.

P.S. ho raccontato un pezzettino soprattutto scolastico, perchè ce ne sarebbe da raccontare..

COME INFORMARSI

  • L’associazione Hikikomori Italia offre un sito ricco di informazioni; i genitori possono inserirsi nel gruppo genitori di Facebook per condividere esperienze e consigli. L’associazione offre anche gruppi guidati di di auto-mutuo-aiuto ai genitori in diverse città: ce n’è uno operativo a Ferrara. L’associazione propone attività di formazione per le scuole e collabora con le organizzazioni e gli enti locali. I video del fondatore, Marco Crepaldi, psicologo, sono fonti di informazione precisa sulle modalità da seguire per affrontare le situazioni di ritiro sociale e aiutano efficacemente genitori e insegnanti. Questo, COME SI AIUTA UN HIKIKOMORI? LE NOSTRE “BUONE PRASSI” è quello base

 

  • Un’altra fonte di informazione sul ritiro sociale è il testo Il ritiro sociale negli adolescenti edito da Raffaello Cortina, con alcuni contributi di Matteo Lancini. che ho più volte citato in questo blog.

 

  • Di seguito, articoli e materiali reperibili sul blog.

Hikikomori: un fenomeno che costringe a rovesciare i luoghi comuni sul benessere dei giovani

La prevenzione del ritiro sociale nelle linee di indirizzo per le scuole della regione Emilia-Romagna

Mio figlio va male a scuola

Ritorno a scuola?

Sta per iniziare la scuola: occorre aprire prospettive, lasciare che nascano fiori

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